Redditometro e spesometro – raccolta informazioni

Written by eal. Posted in Fisco

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Segue una piccola raccolta di informazioni che possono essere di interesse per i nostri soci. Si parla della fisclità riguardo ai cavalli: redditometro, spesometro,…

Tutti i testi sono riportati come sono stati trovati presso le fonti esterne e non si assume alcuna responsabilità per i contentuti, in particolari responsabilità riguardo al non corretto uso dei contenuti per scelte di natura fiscale.

11/01/2012 – Avv. Virginia Polidori, Il Portale del Cavallo, l’esperto risponde. Link

Il redditometro, nella vecchia veste, vigente fino agli anni impositivi 2007-2008, è collegato con l’IRPEF quindi con la persona fisica cui il cavallo è intestato.

8.1- Cavalli mantenuti in proprio:

Cavalli da corsa Euro 6.618,91 – coefficiente 7
= euro 46.300 circa
Cavalli da equitazione Euro 4.412,61 – coefficiente 6 = euro 26.500 circa

Il rischio riguarda gli anni impositivi 2007 e 2008, cui si applica la veste del redditometro; a partire dall’anno impositivo 2009, entrerà in vigore lo spesometro col sistema degli scontrini.

Consiglio sempre un contatto diretto col professionista: ogni storia è caso a sè e invece che rischiare e avere le idee confuse tanto vale pagare una consulenza e togliersi ogni dubbio!

21/07/2011 – Avv. Virginia Polidori, Il Portale del Cavallo, Articolo. Link

Questo è il sistema redditometro

Allegato 1 al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate datato 17/05/2005, n° 18189, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 06/06/2005, n° 129.

L’allegato individua fra gli indici presuntivi di reddito “i cavalli”; all’art. 1 di codesto provvedimento specifica che “ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, gli indici ed i coefficienti presuntivi di reddito o di maggior reddito in relazione agli elementi indicativi di capacita’ contributiva (c.d. «redditometro»), verranno valutati con riferimento alla disponibilita’ dei beni e dei servizi descritti nella tabella allegata al decreto medesimo.

Scorrendo l´elenco dei beni, al numero 8 troviamo i nostri amici nitrenti:

8.Cavalli da corsa o da equitazione.
8.1- Cavalli mantenuti in proprio:

Cavalli da corsa Euro 6.618,91 – coefficiente 7
Cavalli da equitazione Euro 4.412,61 – coefficiente 6

8.2 – Cavalli a pensione:

Cavalli da corsa Euro 13.237,82 – coefficiente 7
Cavalli da equitazione Euro 7.354,35 – coefficiente 6

A partire da luglio 2011 entrerà in vigore il nuovo redditometro/spesometro.

Lo spesometro è una delle novità più significative introdotte dalla manovra estiva (D.l.78/ 2010): serve a verificare se le spese sostenute dai consumatori siano in linea con i redditi e i beni dichiarati al fisco.

Dal primo gennaio chi effettua acquisti superiori a 3mila o 3.600 euro (se il cliente finale non ha la partita Iva) dovrà comunicare al commerciante o all’impresa venditrice il proprio codice fiscale.

Il codice sarà inserito nella fattura e trasmesso, insieme a tutte le informazioni sull’acquisto, all’Agenzia delle Entrate, a partire dal 30 aprile 2012. L’Agenzia lo archivierà nelle proprie banche dati, e se ne potrà servire per l’accertamento sintetico. La manovra di luglio ha introdotto anche una revisione completa del vecchio redditometro, fermo agli anni 70, per adeguarlo all’attuale contesto socio-economico e renderlo più efficiente. Viene preso in esame il reddito individuale, e non quello dell’intero nucleo familiare. Sotto la lente del fisco passeranno le dichiarazioni di tutti i contribuenti, a partire dal 2009.

Il redditometro di vecchio tipo attribuiva forfettariamente un determinato reddito in base ad un certo numero di beni di lusso posseduti (ad esempio se si possedeva un cavallo la spesa mensile veniva moltiplicata per un indice, la nuova normativa fiscale calcolerà i consumi reali (300 euro di spesa di maneggio faranno per 300 euro mensili di spesa per il cavallo e non per un reddito imponibile annuo di 42.000 euro annui).

Nella dichiarazione dei redditi ciascuno dovrà dichiarare quanto spende per varie attività, incluso quanti cavalli possiede, dove li tiene, quanto spende per ciascun cavallo. Verranno ovviamente multate tutte le persone che hanno un cavallo e non se lo sono intestate. Alla voce cavallo si dovrà dichiarare se è mantenuto in proprio, a casa, o in maneggio, in comproprietà, in campagna, etc….e se si spenderanno 120 euro mensili per tenere il proprio ronzino a casa, non si dovrà temere di denotare un reddito imponibile da 42.000 euro annui.

In attesa dell’applicazione del nuovo regime tributario, e di capire cosa cambierà per i contribuenti, per la parte che qui ci riguarda, ai possessori di cavalli, specialmente di cavalli da compagnia, e non da reddito o da allevamento, raccomando di intestarvi il vostro cavallo e di conservare le ricevute di spesa.

Avv. Virginia Polidori

13/10/2010 – Confcommercio Trieste, approfondimento. Link

DL 78/2010 Il nuovo “redditometro”

Mercoledì, 13 Ottobre 2010 di Alessandro Suerz

L’articolo 22, del DL. 78/2010, meglio conosciuto come “Manovra 2010, ha rivoluzionato l’accertamento sintetico. Al posto della vecchia norma (art. 38 D.P.R. 600/1973) sono state introdotte due nuove forme di accertamento sintetico.

La prima, quella prevista dal novellato quarto comma dell’art. 38, conferisce ampia discrezionalità ai funzionari dell’Agenzia delle Entrate, i quali possono basare l’accertamento sintetico sull’esistenza di qualsiasi spesa sostenuta nel corso del periodo d’imposta.

La seconda, di maggior impatto sostanziale, è quella che sulla base di indicatori di capacità contributiva, costruiti su base statistica e differenziati per tipologia di famiglia e per territorio, individua il reddito del contribuente che giustifica i suoi consumi.

Infatti, i nuovi indicatori di ricchezza sono ricondotti ai consumi che il contribuente può permettersi sulla base dei redditi dichiarati.

Si potrebbe assimilare tale strumento di accertamento ad una specie di studio di settore per persone fisiche.

Infatti, nella prima forma di accertamento, potranno essere considerate tanto spese voluttuarie (viaggi, crociere, quote associative a circoli), ma anche spese mediche di particolare importo, ristrutturazioni edilizie, acquisti di autovetture, elettrodomestici, investimenti mobiliari e immobiliari.

Sempre con riferimento agli studi di settore allora si potrebbe ipotizzare che un contribuente “congruo e coerente” agli studi potrebbe stare tranquillo da questo punto di vista, dal momento che la sua fonte di reddito ha superato il test di congruità. Salvo la dimostrazione da parte dell’Agenzia che esistono ulteriori fonti di reddito non dichiarate.

Nella seconda forma di accertamento invece, la determinazione del reddito sintetico parte dall’utilizzo delle seguenti categorie di beni:

A. Aereomobili e simili

B. Imbarcazioni a vela o a motore

C. Autoveicoli con alimentazione a benzina o a gasolio

D. Altri mezzi di trasporto tipo campers o autocaravans e motocicli oltre 250 cc.

E. Roulottes

F. Residenze principali e secondarie

G. Collaboratori familiari

A. Cavalli da corsa o da equitazione

B. Assicurazioni di ogni tipo eccetto RC auto, malattia ed infortuni

Questo tipo ti accertamento si differenzia da quello precedente in quanto viene eliminata la discrezionalità delle spese indice di ricchezza e pertanto fonda la sua attività su elementi oggettivi.

In termini procedurali la novità consiste nell’obbligo del contradditorio. In pratica il legislatore addotta la procedura prevista dagli studi di settore. L’Ufficio ricostruisce in via induttiva il reddito del contribuente sulla base degli elementi di spesa considerati; spetta poi al contribuente medesimo produrre gli elementi che gli consentano di dimostrare la congruità delle spese sostenuta al reddito dichiarato.

In pratica il contribuente dovrà indicare le diverse fonti di finanziamento utilizzate per il sostenimento delle spese.

Per vincere la presunzione semplice basta giustificare le spese, non giustificare il reddito dichiarato.

Ad esempio si può fornire la prova che le spese sostenute sono state finanziate con indebitamento, smobilizzi patrimoniali, eredità, donazioni, vincite. Oppure si possono indicare esenti o soggetti a ritenuta a titolo d’imposta, o esclusi (per previsione normativa) dalla base imponibile.

Naturalmente si possono anche indicare i nominativi di chi ha partecipato alle spese, anche in via solidale.

In definitiva il nuovo accertamento sintetico presenta due sostanziali novità:

a) sono presi in considerazione i consumi;

b) si basa su elaborazioni statistiche che tengono conto – tra l’altro – della composizione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza.

Lo scopo del legislatore è quello di colpire l’evasione fiscale partendo dai consumi, in modo che chi non dichiara il reddito effettivo sia scoraggiato ad utilizzare tali proventi in consumi per se e per la sua famiglia.

Vedremo in concreto negli anni successivi quali risultati si otterranno. L’Agenzia delle Entrate ha previsto numerosissimi controlli con l’utilizzo di questo strumento accertativo.

Nel frattempo – soprattutto chi non ha nulla da nascondere – è meglio che vada dal proprio professionista di fiducia a “misurare” la propria capacità di spesa, in modo da evitare spiacevoli sorprese.

Alessandro Suerz

(dottore commercialista)

 

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