Rassegna Stampa: Confcommercio Trieste – DL 78/2010 Il nuovo “redditometro”

Written by eal. Posted in Fisco

Clicca su “Leggi Tutto” per vedere l’articolo

Tratto da questo articolo originale, evidenziate nel testo i passaggi di interesse al mondo dei cavalli.

DL 78/2010 Il nuovo “redditometro”

Mercoledì, 13 Ottobre 2010 di Alessandro Suerz

L’articolo 22, del DL. 78/2010, meglio conosciuto come “Manovra 2010, ha rivoluzionato l’accertamento sintetico. Al posto della vecchia norma (art. 38 D.P.R. 600/1973) sono state introdotte due nuove forme di accertamento sintetico.

La prima, quella prevista dal novellato quarto comma dell’art. 38, conferisce ampia discrezionalità ai funzionari dell’Agenzia delle Entrate, i quali possono basare l’accertamento sintetico sull’esistenza di qualsiasi spesa sostenuta nel corso del periodo d’imposta.

La seconda, di maggior impatto sostanziale, è quella che sulla base di indicatori di capacità contributiva, costruiti su base statistica e differenziati per tipologia di famiglia e per territorio, individua il reddito del contribuente che giustifica i suoi consumi.

Infatti, i nuovi indicatori di ricchezza sono ricondotti ai consumi che il contribuente può permettersi sulla base dei redditi dichiarati.

Si potrebbe assimilare tale strumento di accertamento ad una specie di studio di settore per persone fisiche.

Infatti, nella prima forma di accertamento, potranno essere considerate tanto spese voluttuarie (viaggi, crociere, quote associative a circoli), ma anche spese mediche di particolare importo, ristrutturazioni edilizie, acquisti di autovetture, elettrodomestici, investimenti mobiliari e immobiliari.

Sempre con riferimento agli studi di settore allora si potrebbe ipotizzare che un contribuente “congruo e coerente” agli studi potrebbe stare tranquillo da questo punto di vista, dal momento che la sua fonte di reddito ha superato il test di congruità. Salvo la dimostrazione da parte dell’Agenzia che esistono ulteriori fonti di reddito non dichiarate.

Nella seconda forma di accertamento invece, la determinazione del reddito sintetico parte dall’utilizzo delle seguenti categorie di beni:

A. Aereomobili e simili

B. Imbarcazioni a vela o a motore

C. Autoveicoli con alimentazione a benzina o a gasolio

D. Altri mezzi di trasporto tipo campers o autocaravans e motocicli oltre 250 cc.

E. Roulottes

F. Residenze principali e secondarie

G. Collaboratori familiari

A. Cavalli da corsa o da equitazione

B. Assicurazioni di ogni tipo eccetto RC auto, malattia ed infortuni

Questo tipo ti accertamento si differenzia da quello precedente in quanto viene eliminata la discrezionalità delle spese indice di ricchezza e pertanto fonda la sua attività su elementi oggettivi.

In termini procedurali la novità consiste nell’obbligo del contradditorio. In pratica il legislatore addotta la procedura prevista dagli studi di settore. L’Ufficio ricostruisce in via induttiva il reddito del contribuente sulla base degli elementi di spesa considerati; spetta poi al contribuente medesimo produrre gli elementi che gli consentano di dimostrare la congruità delle spese sostenuta al reddito dichiarato.

In pratica il contribuente dovrà indicare le diverse fonti di finanziamento utilizzate per il sostenimento delle spese.

Per vincere la presunzione semplice basta giustificare le spese, non giustificare il reddito dichiarato.

Ad esempio si può fornire la prova che le spese sostenute sono state finanziate con indebitamento, smobilizzi patrimoniali, eredità, donazioni, vincite. Oppure si possono indicare esenti o soggetti a ritenuta a titolo d’imposta, o esclusi (per previsione normativa) dalla base imponibile.

Naturalmente si possono anche indicare i nominativi di chi ha partecipato alle spese, anche in via solidale.

In definitiva il nuovo accertamento sintetico presenta due sostanziali novità:

a) sono presi in considerazione i consumi;

b) si basa su elaborazioni statistiche che tengono conto – tra l’altro – della composizione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza.

Lo scopo del legislatore è quello di colpire l’evasione fiscale partendo dai consumi, in modo che chi non dichiara il reddito effettivo sia scoraggiato ad utilizzare tali proventi in consumi per se e per la sua famiglia.

Vedremo in concreto negli anni successivi quali risultati si otterranno. L’Agenzia delle Entrate ha previsto numerosissimi controlli con l’utilizzo di questo strumento accertativo.

Nel frattempo – soprattutto chi non ha nulla da nascondere – è meglio che vada dal proprio professionista di fiducia a “misurare” la propria capacità di spesa, in modo da evitare spiacevoli sorprese.

Alessandro Suerz

(dottore commercialista)

Lascia un commento