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Il cavallo ? ancora nel redditometro?

Written by eal. Posted in Fisco

La domanda a cui molti di noi appassionati sono interessati ?: “Il cavallo, dopo le riforme degli ultimi anni, ? ancora nel redditometro?”.

Sembra di no.?Sembra infatti che oggi il cavallo sia nello?spesometro.

La novit? ? stata introdotta dalla manovra estiva 2010 (DL 78/2010) ed entra in vigore – operativamente parlando – dal 1 luglio 2011. Secondo questo nuovo calcolo dei redditi per combattere l’evasione fiscale,?in caso di accertamento ci baster? dimostrare quali sono effettivamente le spese sostenute per il mantenimento del cavallo.

Per gli anni contrubutivi 2007 e 2008 quindi l’Agenzie delle Entrate utilizzer? il vecchio strumento del redditometro, mentre?per il 2009 e seguenti?utilizzer? il nuovo strumento dello spesometro.

Con lo?spesometro, se il cavallo ? in pensione, le ricevute di pagamento o il conto del centro ippico serviranno allo scopo; se il cavallo viene curato direttamente a casa o presso una cascina, si produrranno le ricevute dell’acquisto del fieno, del mangime, del truciolo e di quant’altro. Sar? anche possibile indicare altre persone che hanno partecipato alle spese o mostrare come le spese sono state sostenute indebitandosi o vendendo un bene.

Leggi i dettagli in?questo articololo della Confcommercio di Trieste?o in?questo articolo dell’avvocato Polidori per gli anni contributivi.

Rassegna Stampa: Confcommercio Trieste – DL 78/2010 Il nuovo “redditometro”

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Tratto da questo articolo originale, evidenziate nel testo i passaggi di interesse al mondo dei cavalli.

DL 78/2010 Il nuovo “redditometro”

Mercoledì, 13 Ottobre 2010 di Alessandro Suerz

L’articolo 22, del DL. 78/2010, meglio conosciuto come “Manovra 2010, ha rivoluzionato l’accertamento sintetico. Al posto della vecchia norma (art. 38 D.P.R. 600/1973) sono state introdotte due nuove forme di accertamento sintetico.

La prima, quella prevista dal novellato quarto comma dell’art. 38, conferisce ampia discrezionalità ai funzionari dell’Agenzia delle Entrate, i quali possono basare l’accertamento sintetico sull’esistenza di qualsiasi spesa sostenuta nel corso del periodo d’imposta.

La seconda, di maggior impatto sostanziale, è quella che sulla base di indicatori di capacità contributiva, costruiti su base statistica e differenziati per tipologia di famiglia e per territorio, individua il reddito del contribuente che giustifica i suoi consumi.

Redditometro e spesometro – raccolta informazioni

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Segue una piccola raccolta di informazioni che possono essere di interesse per i nostri soci. Si parla della fisclità riguardo ai cavalli: redditometro, spesometro,…

Tutti i testi sono riportati come sono stati trovati presso le fonti esterne e non si assume alcuna responsabilità per i contentuti, in particolari responsabilità riguardo al non corretto uso dei contenuti per scelte di natura fiscale.

Rassegna Stampa – Fisco Oggi – Evoluzione dell’accertamento sintetico e “redditometrico”

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Autore: Adelma Mastrangelo
Data: 8/03/2011
Articolo originale: link


Rilevanti le modifiche introdotte dalla manovra 2010 alle disposizioni contenute nell’articolo 38 del Dpr 600/73

Premessa

L’accertamento sintetico è lo strumento accertativo con il quale l’Amministrazione finanziaria, nell’ambito dell’attività di controllo nei confronti delle persone fisiche, determina il reddito complessivo del contribuente ai fini Irpef, prescindendo dalla individuazione della categoria reddituale che ne è fonte.

[…]

Il procedimento di accertamento sopra illustrato non è privo di tutele nei confronti del contribuente, in quanto il destinatario del controllo fiscale ha la facoltà di dimostrare, con idonea documentazione e nell’ottica di inversione dell’onere della prova, che il reddito sinteticamente determinato o determinabile dagli uffici finanziari è “costituito in tutto o in parte da redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta” oppure che esso possa giustificarsi sulla base di altri fatti e circostanze.
Tuttavia, appare opportuno osservare che, pur in mancanza di una prescrizione normativa, l’Agenzia delle Entrate, a ulteriore garanzia nei confronti dei controllati, ha fornito disposizioni ai propri uffici (vedi circolare 49/2007), richiedendo che questi procedessero a un preventivo contraddittorio prima di emettere un avviso di accertamento sintetico.

Cavallo da macello o sportivo? Le regole

Written by eal. Posted in Info e curiosit

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Scriviamo qui un estratto delle norme da seguire in accordo con i regolamente vigenti, per la dichiarazione di destinazione d’uso del cavallo. Le presenti regole valgono nel marzo 2008 e ci sono state date da un dirigente dell’ Azienda Sanitaria Locale di Reggio Emilia.

Capitolo 9 – determinazione della destinazione d’uso

Il passaporto deve contenere un foglio (o una sezione) denominata Capitolo 9 e riportante la scelta sulla destinazione d’uso del cavallo e l’indicazione dei farmaci assunti. Nel capitolo 9 deve essere deciso se il cavallo è o non è destinato alla macellazione per alimentazione umana.

Leggere la genealogia del cavallo

Written by eal. Posted in Info e curiosit

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Genealogia del cavallo

Tutti i cavalli iscritti agli stud-book hanno il cosiddetto pedigree, ovvero una registrazione della genealogia. Le voci principali che interessano gli allevatori sono

  • il padre,
  • la madre,
  • il padre dalla madre.

E’ da questi tre avi che il cavallo trae la maggior parte delle proprie caratteristiche genetiche. Per questo motivo nei formati ridotti del pedigree sono indicati solo tre nomi, che indicano appunto questi tre nell’ordine. Se addirittura si indicano solo due nomi, essi generalmante sono il padre e il padre dalla madre.

Come annodare un Fiador Knot per una capezza di corda

Written by eal. Posted in Fai da te

Premessa

Il nodo Fiad?r

La difficolt? di annodare una capezza di corda sta quasi esclusivamente nel nodo per il moschettone. Il nodo pi? diffuso nelle capezze di corda commerciali ? infatti piuttosto difficile da realizzare per un neofita. Si tratta del nodo illustrato in questo articolo e il cui nome ??Nodo Fiad?r?(dallo spagnolo: “nodo che fa male, che provoca dolore”). Naturalmente noi speriamo di usarlo bene e non provocare alcun dolore ai nostri cavalli!

Un consiglio

Il mio consiglio per chi non ha mai annodato una capezza di corda ??iniziare costruendo una capezza semplice, come spiegato nel mio articolo precedente. Dopo averne realizzata almeno una in modo corretto e con una certa scorrevolezza ? possibile applicarsi alla capezza con il Fiador Knot. Per non sprecare la corda (ricordiamoci: circa 7 metri per capezza) ? possibile snodare le capezze costruite per esercizio senza il Fiador Knot, per poi tenere come definitiva quella con questo nodo.

Costruire una capezza in corda

Written by eal. Posted in Fai da te

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In questo articolo vedremo come costruire da soli una capezza di corda, detta anche hackamore naturale. Si tratta di una capezza usata per l’addestramento dei cavalli, ad esempio nel metodo Parelli.

NOTA: se stai visualizzando questo articolo nel formato PDF autogenerato, non sono presenti immagini. Scarica il PDF corretto sequendo il link qui sotto.

Puoi scaricare questo articolo in formato PDF al seguente link:

Capezza in corda

 

I commenti di un partecipante – Corso Base – Metodo Parelli

Written by eal. Posted in Info e curiosit

Ho partecipato, da completo neofita, al corso base del metodo Parelli, tenuto da Rolando Heuberger.
Scrivo questo piccolo resoconto per riportare le mie impressioni.

Premetto che ho la fortuna di possedere due cavalli da diversi anni, che monto abitualmente e con i quali (almeno credevo fino a prima del corso) avevo instaurato un buon rapporto di stima e rispetto.

Ciò che mi ha spinto a partecipare è stata la curiosità per un metodo del quale avevo spesso sentito parlare senza aver avuto l’effettiva opportunità di farmene un’idea. Devo ammettere a posteriori che avevo frainteso il siginificato del metodo Parelli: lo credevo una collezione di “trucchi”, mentre ho scoperto che si tratta al contrario di una “postura psicologica” da adottare nei confronti del cavallo.